Dieta sana e prevenzione, incontro Clinica Mediterranea a Napoli

Dieta sana e prevenzione, incontro Clinica Mediterranea a Napoli
Celeste Condorelli

Dieta sana e prevenzione, incontro Clinica Mediterranea a Napoli.

Quanto vale una corretta alimentazione per tutelate la salute? Esistono diete miracolose? Come si orienta la ricerca sul rapporto tra alimentazione e cancro? Quanto vale associare ad una adeguata alimentazione un’opportuna attività fisica?

A queste e altre domande si cercherà di dare risposta alla Clinica Mediterranea di Napoli, nel corso de ‘Il mito della prevenzione: quale stile di vita ed alimentazione?’, il quarto appuntamento di “Mondo Donna“, la rassegna ideata e promossa dall’amministratore delegato Celeste Condorelli. Gli incontri sono dedicati ai falsi miti legati ai grandi temi dell’universo femminile e della salute della famiglia in generale.

All’incontro interverranno, fra gli altri,

  • Maria Santucci de Magistris, nutrizionista responsabile Progetto DIANA-Napoli, AOU Federico II Napoli,
  • Salvatore Panico, associato di Medicina interna Università Federico II – Napoli,
  • Ferdinando Riccardi, oncologo Ospedale Cardarelli – Napoli,
  • Sabina Sieri, componente del Direttivo Sinu (Società Italiana di Nutrizione Umana)
  • Carlo Vigorito, direttore Riabilitazione Cardiologica AOU Federico II – Napoli.

Dieta sana e prevenzione, incontro Clinica Mediterranea a Napoli1«È costante nell’informazione quotidiana che riceviamo – spiega Celeste Condorelli – una notizia su una dieta che ci fa star bene o male, un cibo che ci può salvare la vita o farci ammalare lentamente. Il sovrapporsi di queste informazioni confonde le nostre idee, per questo mercoledì 13 gennaio saranno con noi ricercatori, docenti universitari, oncologi e nutrizionisti che ci aiuteranno a fare chiarezza su questo tema ed avere così un’informazione sicura e controllata».

Eppure la ricerca scientifica fornisce le tracce da seguire. In un Paese dove la pasta (alimento a basso indice glicemico, in grado di tenere sotto freno la produzione troppo veloce ed intensa di insulina dopo il pasto) condivide col pane (ad alto indice glicemico, incapace di porre quel freno) il ruolo di maggior contributore all’apporto di carboidrati, è stato per la prima volta suggerito nell’ambito di un grande progetto su alimentazione e malattie croniche (EPIC-Italia) il ruolo dell’indice glicemico come causa non solo dei tumori, ma anche dell’infarto del miocardio e dell’ictus: sono solo i carboidrati ad alto indice glicemico, cioè quelli che più velocemente e maggiormente innalzano la glicemia, ad essere associati ad un maggior rischio fin quasi a raddoppiarlo, ricordano i promotori dell’evento in una nota.

Celeste Condorelli

«La dieta mediterranea – spiega Salvatore Panico – caratterizzata da un alto consumo di frutta, verdura e legumi, ricchi in fibra, e da un alto consumo di pasta (fonte di carboidrati a basso indice glicemico), è un modo di mangiare assolutamente di riferimento. La vera novità dunque non sono le diete miracolose, ma la ripresa di alcune delle nostre tradizioni alimentari opportunamente rivisitate nel contesto della moderna disponibilità degli alimenti, che possono ridurre il rischio di metastasi e recidive fino al 25% in 3-5 anni».

 

Articolo scritto da Redazione PinkItalia

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